Malattia di Alzheimer & Demenza Senile

Il convegno “Malattia di Alzheimer & Demenza Senile” è stato rimandato al giorno 18 SETTEMBRE 2021.

CONVEGNO IN PRESENZA CON PROTOCOLLO DI SICUREZZA COVID-19

INFORMAZIONI

DATA: 18 settembre 2021

LUOGO: Auditorium San Domenico Narni – TERNI

ORARIO: 8.00 – 14.00

SOGGETTI A CUI E’ RIVOLTO: soggetti accreditati (n. 4 crediti formativi)
– Medici di Medicina Generale
– Medici Chirurghi (tutte le specializzazioni)
– Infermieri
– Fisioterapisti
– Logopedisti
– TSRM
– Uditori

PATROCINI: Comune di Narni, Comune di Terni, Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Terni, Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, USL Umbria2, SICP – Società Italiana di Cure Palliative , Fondazione ISAL

PROMOTORE DEL CONVEGNO:
Associazione Narni Lotta Contro il Cancro – http://www.anlcc.it/

RESPONSABILE SCIENTIFICO:
Dr. Adiberto Favilli – Medico Anestesista e per la Rianimazione, già Primario per la Terapia del Dolore e Cure Palliative c/o Ospedale di Narni e Coordinatore Equipe per Cure Domiciliari

MODERATORE:
Dr. Adolfo Puxeddu – Professore Emerito di Medicina Interna dell’Università degli Studi di Perugia

RAZIONALE SCIENTIFICO

Il Convegno “Malattia di Alzheimer e Demenza Senile”, organizzato dall’Associazione di Narni per la Lotta contro il Cancro, come decimo Memorial Lida Proietti, vuole dare un contributo ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e piena di fragilità, presente in modo particolare in Umbria.

Nel mondo sono stati stimati 46 milioni di malati di Demenza Senile che saliranno a 135 milioni nel 2050.
In alcuni paesi come la Germania, l’Inghilterra e gli Stati Uniti, si osserva una retrocessione del morbo, mentre in Asia, Austria, Colombia e in altri parti del mondo un progressivo aumento. In Italia i malati sono oltre un milione, mentre le persone coinvolte direttamente o indirettamente nell’assistenza dei propri cari ammontano a circa 3 milioni.

In Umbria sono stimati circa 17mila casi e il trend risulta essere in costante aumento. Sembra accertato che condurre una vita sociale attiva e mentalmente stimolante, associata ad una dieta appropriata, possa ridurre il rischio di declino cognitivo. Per questo è essenziale non abbandonare questi pazienti in strutture protette, ma consentire loro di svolgere un’attività il più possibile simile alla vita che conducevano prima dell’insorgere della malattia.